Consiglio Chiara

Ricercatore
0649917723
Room: 
111
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Scientific-disciplinary areas: 
MPSI06
Academic support hours: 
martedì ore 11.00
Informazioni personali: 

RUOLI E INCARICHI

 

  • Dal 2008 è Ricercatrice universitaria presso l’Università Sapienza di Roma, Dipartimento di Psicologia, Facoltà di Medicina e Psicologia, settore disciplinare M-PSI/06 (Psicologia del lavoro e delle organizzazioni). Dal 2011 è ricercatore confermato afferente al Dipartimento di Psicologia. Da marzo 2017 è abilitata al ruolo di professore associato. 
  • Insegna Teorie e Tecniche di Selezione e Assessment presso il Corso di Laurea Magistrale in Psicologia applicata ai contesti della salute, del lavoro e giuridico-forense.

 

PRINCIPALI AMBITI DI RICERCA                                   

  1. Job Burnout: determinanti e conseguenze: Da molti anni si occupa di job burnout, approfondendo il costrutto da un punto di vista concettuale e metodologico e svolgendo una serie di studi nel contesto sociosanitario e produttivo. In relazione allo sviluppo della versione generale dell’MBI, ha contribuito alla definizione del costrutto di Interpersonal Strain che intende recuperare la componente relazionale del burnout, originariamente riferita al rapporto con il paziente, ma applicata a tutte le relazioni interpersonali rilevanti nei diversi contesti di lavoro. Si è occupata della validazione dello strumento ISW (Interpersonal Strain at Work) su un campione di oltre circa 6000 soggetti appartenenti a diverse organizzazioni che operano nei servizi. Contemporaneamente ha svolto una serie di ricerche presso strutture sanitarie del Centro Italia volte ad indagare i nessi tra job burnout, interpersonal strain, percezioni di contesto e ed efficacia personale, attestando l’importante funzione protettiva delle convinzioni di efficacia personale nello sviluppo della sindrome. Più recentemente ha approfondito lo studio degli antecedenti del burnout da una prospettiva multilevel, focalizzandosi sul diverso ruolo esercitato dalle percezioni individuali e dalle percezioni condivise tra i membri del gruppo stesso. Attualmente sta integrando lo studio delle determinanti del burnout con quello delle sue conseguenze, focalizzandosi in particolare sugli health related outcomes, e in particolare sui disturbi di salute e sulle assenze per malattia. Infine, ha avviato lo studio dei fattori emozionali e interpersonali legati al lavoro, quali ulteriori fattori di rischio (richieste emozionali e interpersonali, dissonanza emotiva) e di protezione (efficacia emotiva e relazionali) nello sviluppo del burnout. All’interno di questa area di ricerca, collabora con il Prof. Wilmar Schaufeli, dell’Università di Utrecht, il principale punto di riferimento a livello europeo sul tema del burnout.

 

  1. Lavorare tanto: il versante positivo e quello negativo.Negli ultimi due anni ha avviato lo studio del work engagement e delle sue determinanti positive, con particolare riferimento all'autoefficacia, al capitale psicologico e alle risorse sociali. A tal proposito partecipa a due studi: il primo su un campione longitudinale di una grande azienda e il secondo su un campione cross-sezionale trasversale a diverse organizzazioni. Più recentemente approfondisce lo studio di due costrutti connessi al versante negativo del lavorare tanto: il workhaolism, partecipando allo studio per la validazione italiana della scala DUWAS, e il presenteismo analizzando gli effetti di interazione con il burnout.

 

  1. Metodologie e strumenti per la valutazione delle persone.Su un altro versante, da alcuni anni si occupa di Personnel Psychology in riferimento alle teorie e alle tecniche applicate ai processi valutazione delle risorse umane nelle organizzazioni. Approfondisce i modelli e i metodi psicologici utili all’interno del processo di selezione del personale,  della valutazione della prestazione e del potenziale. In particolare, si occupa di testare la validità e l’efficacia di alcune schede di valutazione della prestazione utilizzate da grandi organizzazioni, analizzando le caratteristiche degli strumenti da un punto di vista qualitativo e quantitativo. Nel 2010 coordina una ricerca sulle pratiche di Assessment Center nelle aziende italiane approfondendo il confronto cross culturale e l’adesione alle linee guida internazionali. Successivamente approfondisce il concetto di competenza e collabora alla definizione di uno strumento per la rilevazione delle competenze (distribuito da Giunti OS) riconducibile al modello di personalità dei Big Five, utilizzabile in etero e autovalutazione (validato su oltre 2500 soggetti). Più recentemente si occupa di mettere a punto e validare due nuovi strumenti per la rilevazione di motivazioni e valori professionali.

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